mercoledì 22 gennaio 2014

UNA DOMENICA AL SIGEP

 Sono reduce dal Sigep salone internazionale gelateria, pasticceria, panificazione….e ancora cammino a 20 cm da terra…


Non è il primo anno di visita e come in quello scorso sono tornata carica di nuovi libri, magnifici stampi per cioccolatini, tappetini in silicone… che riempiono il cuore di gioia (e svuotano il portafogli) … però questa volta ho avuto un’occasione incredibilmente importante: l’incontro con Gianluca Aresu….. 

 Forse qualcuno leggendo potrebbe dire “embè…tutto qui?” ma sono certa che tanti di voi mi potranno capire perchè Lui non è soltanto un personaggio televisivo, è molto di più, è un professionista troppo bravo, troppo simpatico, troppo di tutto….è il mio maitre chocolatier per eccellenza dal quale avrei tantissimo da imparare…e per me, che del cioccolato ho sempre avuto un riverente timore ma che vorrei conoscere davvero a fondo, iniziare così è il massimo che si possa chiedere: due chiacchiere a tavolino, davanti ad un caffè, mi hanno portato a sciogliermi, per usare una similitudine di Serena, come burro (di cacao) al sole…..un’emozione fortissima che ha reso una giornata impossibile da dimenticare.


Si nota vero quanto io sia felice?




 un angioletto?...

Gianluca allo stand dell'etoile

due chiacchiere con Gianluca Aresu, il mio maître chocolatier





Il Sigep è così: una confusione terribile soprattutto se ci si va di domenica (un’ora e mezza di coda dall’uscita della fiera al casello autostradale) e tanti stand da visitare…


Io e Gianfranco, mio compagno di viaggio (e d’acquisti) siamo arrivati proprio nel momento in cui il grande Iginio Massari presentava, presso lo stand di Italian Gourmet, il suo ultimo libro: Non solo zucchero vol. 4…forse un segno del destino per farci capire che, nella nostra libreria di casa, i precedenti 3 avrebbero aspettato proprio quello…così….a colpo sicuro senza neppure sfogliarlo ce lo siamo trovati nel trolley…sì perché quest’anno ci siamo portati pure questo (tornato talmente carico che, nel trascinarlo,  quasi faticava a percorrere un sentiero diritto).


A fianco di Massari il grande Davide Comaschi world Chocolate Masters (quanto abbiamo tifato per te lo scorso anno! E che emozioni enormi ci hai fatto provare!)



E tappa d’obbligo è stata poi lo stand di Carpigiani dove ad aspettarci per un saluto, il  bravissimo Palmiro Bruschi ci ha coccolati con un delizioso gelato al pistacchio (avete presente quel colore verde intenso che spesso si vede nelle vaschette di tante gelaterie?…beh…quello non c’entra proprio nulla!) . Se avete occasione di passare per Sansepolcro la gelateria Ghignoni vi aprirà porte e…papille gustative perché sappiamo bene che c’è gelato e gelato ;-). Palmiro è una “vecchia” conoscenza Tamerici dove in più di un’occasione ci ha deliziati con i suoi insegnamenti preziosi… sicuramente troppo bravo.
Palmiro Bruschi
e il suo cremosissimo gelato


Palmiro Bruschi e 
Cristian Bonfiglioli

E qui da Carpigiani vorrei soffermarmi un attimo sulla presenza dello chef Cristian Bonfiglioli…sarà che si è presentato con un “sono soprattutto pasticcere” e ben sappiamo quanto io sia non solo golosa ma anche appassionata/malata per questo settore, sarà stato l’entusiasmo vero che traspariva evidente dalle parole e dagli occhi mentre ci raccontava il suo sogno, fatto sta che il suo desiderio vorrei si avverasse presto….sì perché Cristian ha un sogno nel cassetto: un locale a Bologna, una sorta di fast food ma con prodotti di nicchia  e una particolare cura per il dessert….fa delle cose incredibili Cristian….date un’occhiata al suo e-book di presentazione online se vi va….e allora….restiamo in attesa….mi raccomando Cristian, tifiamo per te ;-)



Proseguendo il nostro “viaggio”…arriviamo alla Irinox….dove la carissima Serena in compagnia del suo (e mio) Fresco ci accoglie con un sorriso…. Ed è a lei che devo quella presentazione di cui parlavo all’inizio….potrò mai ringraziarti abbastanza? Due chiacchiere con Aresu…e poi via di nuovo


Il maestro Gianfranco, mio compagno di viaggio e la simpaticissima Serena by Irinox

 per svaligiare lo stand Silikomart sempre interessantissimo e colmo di tante bellissime idee…impossibile fotografare perché sommerso da centinaia di persone....


Il grande Francesco Favorito

 Peccato non aver incontrato , seppur presenti, i simpaticissimi Daniele Persegani e Cristina Lunardini e salutare l’amico Luca Montersino sommerso di presenze per una breve lezione nello stand…. il grande Maurizio Santin….... Gianluca Fusto……peccato non essere presente anche quest’anno a quelle finali da batticuore che tanto emozionano partecipanti e spettatori…ma qui le ore  passano davvero in fretta…  







C’è tempo per un ultimo saluto al mio grande amico Renato Bosco che con il suo sorriso solare ci accoglie al bellissimo stand del Molino Quaglia…vorrei rimanere e godermi le selezioni di quei bravissimi professionisti e campioni che davanti ad una giuria danno il meglio di sé ma le cose belle hanno quasi sempre una fine…ed è proprio ora di salutarvi…in attesa del prossimo evento a Milano quando le porte si apriranno per Identità Golose….a presto quindi!





Il grande Renato Bosco


giovedì 16 gennaio 2014

LA FOCACCIA VENETA DI RENATO BOSCO



Come prima cosa devo ringraziare Eva del Blog Fables de Sucre perché grazie a lei,  ho trovato la forza di partire con un'impresa non facilissima e che avrebbe potuto farmi andare incontro ad una nuova delusione. Quest'anno infatti il periodo natalizio non è stato dei più soddisfacenti nella produzione dei panettoni e ammetto che preparazioni di questo tipo, che necessitano di tanto tempo, se poi non portano al risultato sperato, sono deprimenti. 
Mi sono resa conto che l'errore è sempre in agguato e a volte inspiegabile (da parte mia).
Così sono partita con un po' di ansia da prestazione ma che mi ha dato un risultato davvero incredibile. 

Ho conosciuto questa bontà da Renato Bosco, una delle tante sere in pizzeria per degustare quella pizza che appena terminata già ti vien voglia di programmare la volta successiva, e me ne sono innamorata perché è la semplicità con la "S" maiuscola: un impasto nuvola molto naturale, privo di uvetta, di canditi, quegli impasti che permettono di percepire appieno il buono degli ingredienti perché fatti solo di farina, uova, poco burro, poco zucchero, lievito madre, idratazione altissima, lievitazione incredibile....quel buono ottimo da abbinare al gelato o ad un velo di marmellata al mattino o da gustare così semplice semplice e, anche per questo, davvero speciale.
Ed è proprio grazie alla determinazione di Eva, caratterialmente molto simile a me quando prova e riprova e aggiusta e riprova fino ad raggiungere il risultato prefissato, che ho ottenuto al primo colpo ciò che volevo: una nuvoletta incredibilmente straordinaria.

E' questa mia felicità che vorrei condividere con voi, il giusto impasto, il velo, la scarpatura, quella crescita fantastica dietro un vetro del forno con i miei occhi sbarrati ad osservarla, cosicché possa essere anche per voi uno stimolo per provare ciò che dà una soddisfazione immensa...al lavoro quindi!

Premetto che il mio lievito madre, in questo periodo, gode di ottima salute perché reduce da preparazioni natalizie che lo hanno reso bello arzillo e con un adorabile profumo di miele così è bastato qualche giorno di rinfreschi ravvicinati e un venerdì partito con un bagnetto: ho tagliato il lievito a fette, le ho immerse in acqua a 22°C dove ho sciolto un grammo di zucchero per litro e così le ho lasciate per 15 minuti. Passato questo tempo ho strizzato ogni fetta con i palmi delle mani e ho effettuato 3 rinfreschi consecutivi con pari quantità di farina e 45% di acqua  (100 gr di lievito madre 100 gr di farina e 45 gr di acqua). Per questi tre rinfreschi ho utilizzato la stessa farina dell' l'impasto successivo ossia la Panettone del Molino Quaglia e ogni volta fatto lievitare nel Fresco a 29°C:   è raddoppiato in 3 ore (ho utilizzato un bicchiere graduato per essere certa della crescita corretta).
Alle 20 il primo impasto.

Ingredienti primo impasto.

90 gr di zucchero
50 gr di acqua
75 gr di tuorli
100 gr di lievito madre
200 gr di farina W 350 (io ho utilizzato la Panettone Molino Quaglia)
75 gr di tuorli
40 gr di acqua
75 gr di burro a pomata

Secondo impasto

75 gr di farina W 350 (io Panettone Molino Quaglia)
25 gr di panna fresca
15 gr di zucchero
20 gr di miele di acacia
40 gr di tuorli
6 gr di sale
i semini di una bacca di vaniglia
30 gr di burro a pomata

Nella ciotola della planetaria riunire i 90 gr di zucchero, la prima dose di acqua (50 gr) e la prima dose di tuorli (75 gr) e con la frusta, a mano, sbattere bene ma senza montare i tuorli. aggiungere il lievito madre a pezzetti (100 gr) e la farina a setacciata (200 gr) e con il gancio far partire a bassa velocità. Lasciare bene amalgamare l'impasto che sarà piuttosto duro e appiccicoso prima di procedere con la seconda dose di tuorli. Aggiungere ora in 3 riprese la seconda dose di tuorli (75 gr) facendo sempre assorbire la precedente prima di aggiungere la successiva. Lavorare l'impasto fino a incordatura. Ora la pasta sarà liscia e morbida. A questo punto l' ho trasferita nell'impastatrice a braccia tuffanti ma si può continuare tranquillamente in planetaria con la sola accortezza di controllare la temperatura dell'impasto che appena tende ad avvicinarsi ai 26°C dovrà essere immediatamente raffreddato in frigorifero o in abbattitore.

Inserire l'acqua (40 gr) in tre volte e sempre lasciando assorbire la dose precedente prima di aggiungere la successiva: è importante mantenere l'incordatura, l'impasto tende a "sedersi" nel momento in cui aggiungete la dose di liquido ma poi dovrà riprendersi e ritornare in corda.

Ora sempre in tre volte inserire il burro a pomata (75 gr) e ogni tanto fermate la macchina e con un tarocco pulite bene i bordi della ciotola portando l'impasto al centro e MI RACCOMANDO: se utilizzate una planetaria controllare spesso la temperatura dell'impasto e non fatela avvicinare ai 26°C , nel caso raffreddatelo immediatamente 10 minuti in abbattitore o in freezer prima di procedere. L'impasto si presenta molto morbido, pesante, piuttosto appiccicaticcio, ribaltatelo ogni tanto con una spatola o un tarocco.

Versatelo ora sul piano di lavoro, staccatene un pezzetto che servirà come "spia di lievitazione" e pirlatelo aiutandovi con un tarocco. Mettete l'impasto in un'ampia ciotola considerando che dovrà triplicare e la spia di lievitazione in un bicchiere graduato che vi permetterà di capire l'effettivo triplicare dell'impasto. Entrambi vanno coperti da pellicola e messi a lievitare con una temperatura costante di 28/30°C. utilizzando l'abbattitore Fresco ho avuto questa certezza e ho quindi ottenuto il mio risultato in meno di 12 ore. Comunque ricordate di non anticipare i tempi: l'impasto deve triplicare per il buon esito finale della focaccia.

Il mattino seguente, nel mio caso il sabato, dopo che il primo impasto è triplicato, possiamo procedere: sgonfiare l'impasto (aggiungendo anche la spia di lievitazione) e metterlo 10 minuti in abbattitore o 30 minuti in frigorifero per abbassare la temperatura che partendo da una lievitazione appena terminata sarà di circa 28°C. Se utilizzate una planetaria raffreddate pure la ciotola e il gancio.

Ora mettete nella planetaria (o nella ciotola dell'impastatrice) , il primo impasto e la farina (75 gr), far partire la macchina lentamente e lasciar incorporare bene fino all'incordatura. una volta che l'impasto sarò liscio, aggiungete la panna (25 gr), lasciar assorbire e poi aggiungere lo zucchero (15 gr) in tre volte. Quando l'impasto risulta liscio e non c'è traccia di granelli di zucchero, aggiungere il miele (20 gr) sempre poco alla volta e con pazienza.

Ricordate: il buon esito di questa focaccia dipende dall'esperienza, dalla pazienza, dall'occhio attento ma soprattutto non dovete aver nessun tipo di fretta.


Ora aggiungete i tuorli(40 gr) in tre volte, È normale che l'impasto si sieda appena aggiunta una dose di tuorli ma lasciando girare si assorbirà E l'impasto riprenderà consistenza. Con l'ultima dose di tuorli aggiungere anche il sale (6 gr) e i semini di una bacca di vaniglia. Quando sarà lucido, liscio e omogeneo aggiungere il burro, in tre volte(30 gr) aumentando la velocità della planetaria per farlo assorbire all'impasto che dovrà diventare morbido, lucido ma compatto. La maglia glutinica dovrà essere ben formata per cui dovrà fare un bel velo. Togliere l'impasto dalla ciotola mettere in un contenitore e far riposare a 28°C per 30 minuti coperto da pellicola. Passato questo tempo ribaltare la massa sul piano e lasciarla puntare all'aria per circa 15 minuti. Pesare la quantità di 800 gr, formare il panetto con il metodo della pilatura e lasciar puntare per altri 15 minuti. Pirlare di nuovo e posizionarlo all'interno del pirottino sistemato su di una teglia. Mettere a lievitare coperto da pellicola ad una temperatura di 28/30°  C fino a quando l'impasto non sarà arrivato a circa 4 cm dal bordo.


  


Non di più in quanto in fase di cottura lo sviluppo sarà veramente eccessivo. Dopo circa 3/4 ore l'impasto è pronto. Riscaldare il forno a 165° C statico e lasciare la focaccia all'aria in modo che si formi una sottile pellicina in superficie che andremo ad incidere con una lametta e a scarpare ossia a staccare i quattro lembi formati, dal resto della massa, scarnificandoli. Vi consiglio di visionare il procedimento su YouTube perché è più facile a farsi che a dirsi. Posizionare al centro delle piccole noci di burro e richiudere i lembi verso il centro, infornare posizionando la teglia nella parte più bassa. Il dolce é cotto quando raggiungerà al cuore, cioè al centro, la temperatura di 94 °C. Ci vorranno circa 45/50 minuti, naturalmente dipende dal forno: nel mio caso sono stati sufficienti 40 minuti; controllare comunque con un termometro a sonda. Quando cotta, sfornare e infilzarla alla base con gli appositi ferri  (o in mancanza utilizzare ferri da maglia) e lasciarla in questa posizione per almeno due ore. Trascorso questo tempo girare la focaccia, rimuovere i ferri e attendere almeno 10 ore di raffreddamento. A questo punto può essere confezionata. Per conservarla a lungo cioè anche 60 giorni (ma non ce la farete mai a resisterle!), nebulizzare all'interno della busta di polipropilene dell'alcol puro a 95°C (quello che si utilizza per i liquori) in modo da ridurre il rischio di muffe.

E ora...non vi resta che provarla ;-)









venerdì 10 gennaio 2014

LE MATTONELLE ALLE NOCCIOLE DI IGINIO MASSARI



Potrei pure chiamarle "le mattonelle della discordia" a causa di un dibattito su fb che è seguito ad una giusta osservazione di Maria Pia: un errore di trascrizione della ricetta in "Non solo zucchero vol 3".
Devo ammettere però che questi dialoghi di confronto sono spesso costruttivi perché ci si aiuta  gli uni con  gli altri per arrivare alla verità. E così anche in questa occasione.
L'errore è nel quantitativo di albumi...non facile da capire se non fosse intervenuto il  maestro Massari in persona....uno spunto comunque per condividere con voi una ricetta (corretta) molto semplice ma davvero golosa....e se a qualcuno non l'ho ancora detto, ne approfitto : BUON ANNO a tutti!

Ingredienti

150 gr di albumi
500 gr di zucchero a velo
25 gr di cacao
500 gr di nocciole tostate intere

Impastare aggiungendo gli albumi poco per volta agli altri ingredienti in modo da ottenere un impasto  consistente. Stendere il composto tra due fogli di carta forno spolverati di zucchero a velo e appiattire con un matterello fino all'altezza di una nocciola (circa 1 cm). Spolverare di zucchero a velo e lasciare asciugare per almeno 2 ore a temperatura ambiente. Tagliare dei piccoli quadretti o rettangoli, disporli su teglie ricoperte con carta forno e infornare a 160°C per 16-18 minuti con valvola aperta (con forno in fessura).