martedì 4 ottobre 2011

VENTENNALE TAMERICI: una giornata di ricette, racconti, assaggi e brindisi

Domenica 25 settembre non è stato un giorno qualsiasi: alle Tamerici di Mantova c'è stata grande festa. Sono passati 20 anni da quel giorno in cui Paola, con la bravura e determinazione che la contraddistinguono, inizia l'avventura aprendo una scuola di cucina nel 1991, prima in una sede di piccola dimensione e poi, dal 1993, nella meravigliosa corte di Bagnolo San Vito dove, nel 1996, prende vita la produzione di mostarde e marmellate.






















Già alle 8 fervono gli ultimi preparativi prima di accogliere le tante persone che hanno voluto essere presenti. Per l'occasione l'enorme aia è rimasta libera dalle auto e ha dato spazio a tavoli e postazioni che già facevano prevedere un invitante banchetto.
Sotto il portico e nella grande cucina c'è pure lo spazio per noi foodblogger, non manca di certo Cinzia e c'è pure Elisa che però ha partecipato in veste di mamma perchè impegnata col suo piccolo Tommaso.















































Alle 10, come da programma, Paola e Gianfranco, il mio maestro, caro amico, vicino di casa e ci aggiungo colonna portante delle Tamerici, si aprono al pubblico raccontando il susseguirsi di questi tanti anni di passioni e cambiamenti che ci hanno permesso d'acquisire una cultura gastronomica di grande spessore. Gianfranco per l'occasione indossa il primissimo grembiule, meno professionale di quelli attuali ma di certo molto simpatico. Molto simpatica pure l'idea, nata dalla generosità della ditta Ballarini che ha messo a disposizione sei pentole da regalare, di numerare le dispense di ricette consegnate ad ognuna di noi per un'estrazione a sorte. (sigh..non ho vinto...).
















Ed ora Paola e Gianfranco preparano il pie di pere con amarene (rigorosamente Tamerici: sono buonisssssime).





























Da qui in poi è stato un susseguirsi di personaggi che hanno, in qualche modo, partecipato alla vita della scuola in questi anni e certo non si poteva che iniziare con le mitiche sorelle Simili che, non solo hanno inaugurato la nuova grande cucina Tamerici, ma che sono riuscite, con l'amore per il proprio lavoro e la voglia di trasmetterlo a tutti noi, a farsi adorare. Con dispiacere, lo scorso anno, le abbiamo salutate per la chiusura della loro attività ma riaverle tra di noi e sentirle raccontare della loro estate, dei loro giorni a volte un po' tristi e a volte faticosi, è stato un momento di grande commozione; il rumore delle voci rotto dal solito "PUM PUM" di un mattarello sbattuto sul tavolo da Margherita, mi ha riportato a tanti meravigliosi momenti passati insieme.
La ricetta che ci hanno regalato è semplice e meravigliosa, come sono sempre state loro: una gustosa crema di ricotta al caffè che, udite udite, prevede l'utilizzo del robot da cucina, "solo per questa volta eh.." dice Margherita.































































































E' seguito l'incontro con Ilio Berselli, il grande Ilio, che, ad una velocità incredibile, ci ha dato dimostrazione di un dolce da forno da leccarsi i baffi: un impasto di frolla sabbiata che racchiude marmellata di fragole e cannella. Non potete immaginare il profumo che si sprigionava nella grande cucina Tamerici. A te Ilio dico "arrivederci a presto!" a partire dal 09 ottobre con i tuoi meravigliosi corsi.












































Una pausa per il pranzo: prendiamo posto nei tavoli del cortile per gustare insieme un profumatissimo risotto alla pilota e golosissime torte, crostata di pesca e sbrisolona. Buon vino accompagna il nostro banchetto.

E' stato poi il momento di Paul De Bondt, il maestro del cioccolato, il simpaticissimo olandese che lo scorso anno mi ha insegnato il temperaggio e che oggi ci ha preparato delle praline di noci e sciroppo d'acero che visto il successo, dovrò ripetere presto a casa.






































































































Lascia la scena Paul ed ecco arrivare Palmiro Bruschi: con il suo gelato allo stracchino serviti con taralli pugliesi, ci ha dato la possibilità, con una preparazione davvero golosa, di rinfrescarci e avere un po' di sollievo dalla calura di quel giorno. Con grande professionalità ci ha raccontato come nasce il gelato, l'attrezzatura necessaria, il perchè dell'utilizzo dell'uno o dell'altro ingrediente...la gelatiera, quella seria, è una delle poche cose che mancano nella mia cucina ma sono certa che prima o poi arriverà e allora, con un post dedicato, vi racconterò i dettagli e vi farò assaggiare, seppur virtualmente, questa meravigliosa preparazione.































































E' la volta di Silvia Maccari, una graziosa signora che non ho mai avuto il piacere di conoscere fino a questo momento e che mi ha letteralmente conquistata, con la simpatia, il modo di porsi e la competenza dimostrata raccontando la sua vita e la sua storia. Silvia, che un tempo ha dato alle Tamerici la sua esperienza con i corsi di cucina regionale, svolge oggi una professione meravigliosa affiancando l'amore per la cucina a quello per i viaggi: insegna cucina italiana all'estero...oggi ci ha portato la sua ricetta dei "biscottini di Prato".

























































C'è poi Lino Turrini che già conoscevo in veste di chef del ristorante " Corte Brandelli" a Villastrada prima e ora del "Il Leone" di Pomponesco e che oggi ci ha proposto un prelibato risotto mantecato Bellini con carpaccio di gamberi, anche in questo caso siamo riusciti a carpire qualche segreto: come fare un ottimo brodo vegetale (cosa sciocca? Proprio no!!) e un ottimo fumetto (a presto per condividere con voi questi segreti ;-).


































































































Nel frattempo, Paola nell 'atrio del cortile, propone dei fichi caramellati all'aceto balsamico che vi presento:




















si commentano da soli






e d'altra parte chi meglio di lei può proporre una gustosa frutta in padella?











Di corsa e con la simpatia che lo contraddistingue arriva infine Matia Barciulli che ci parla del Sangiovese; con questa meravigliosa uva ci prepara una velocissima schiacciata, dandoci esempio di come un dolce così semplice possa evocare un piacere infinito.
































































La festa non si conclude qui. Alle 19 si apre il sipario sull'happy hour e, nella splendida corte, con sottofondo musicale di Marco Borghetti abbiamo concluso alla grande i festeggiamenti. Una lunghissima tavolata impreziosita dalle leccornie più disparate ( panini con salame, frittate, salsicce in teglia con castagne, le streghe delle mitiche sorelle Simili preparate in modo spettacolare dalla grande Dina, cotechini, salumi, formaggi, mostarde, salatini, pentoloni con chili e chili di pasta fumante.....a fianco uno "spazio birra" curato dal Circolo del Luppolo.


























































Non ci si poteva salutare in modo migliore, un grande brindisi quindi augurando alle Tamerici ancora tanti anni da condividere insieme.

venerdì 16 settembre 2011

Un peccato di gola: VARIAZIONE DI CIOCCOLATI IN PRALINATO CROCCANTE

Variazione di Cioccolati in Pralinato Croccante


E' passato un po' di tempo dall'ultimo post, complice il caldo, la voglia di riposare e di staccare la spina, ho lasciato che i giorni passassero...fino ad oggi, giorno in cui mi sembra il momento giusto per ritornare.
Tra le cose più importanti avvenute in questo periodo d'assenza, c'è la mia partecipazione al contest di Luca Montersino. Di certo saprete quanto io sia "innamorata" di quest'uomo (ma visti gli iscritti al fan club su fb, che conta più di 5000 appassionati, è certo che d'innamorati ce ne sono tanti!) ; e quando il suo messaggio, a inizio agosto, chiedeva una torta che avesse come ingrediente principale il cioccolato, precisando che la preparazione vincitrice sarebbe stata pubblicata nel suo prossimo libro "Peccati di Gola al cioccolato"....beh...ovviamente non ho resistito.
Non che abbia mai creduto di vincere ma mi sono impegnata tanto, facendo e rifacendo e coinvolgendo amici e colleghi per l'assaggio.
Ne è uscita una torta golosa che mi ha davvero convinta e....UDITE UDITE...no...non sono arrivata prima ma sono nella lista del "premio giuria" ed è come se avessi vinto, in casa mi hanno festeggiata e, i miei figli, felici, hanno ripetuto più volte "per noi sei tu al primo posto!"....non potrei che essere pienamente soddisfatta!
Per questo ora condivido con voi la mia gioia e la mia ricetta.
Non vi sembra sia il momento giusto per ritornare?

DISCO DI PRALINATO CROCCANTE
Ingredienti
100 gr di riso soffiato (Rice-Krispies)
25 gr di mandorle
25 gr di pinoli
150 gr di cioccolato al latte

Preparazione
Tostare mandorle e pinoli, per qualche minuto, in forno a 180°, lasciar raffreddare e poi tagliare le mandorle a coltello. Fondere in cioccolato e mescolarlo con il resto degli ingredienti. Stendere il composto molto sottile su carta forno, mettere in frigorifero fino al suo indurimento e poi tagliarlo della stessa misura dell'anello da dessert (diametro 26/28). I pezzi residui saranno utilizzati per rivestire l'interno dell'anello già precedentemente foderato con apposita striscia di acetato. Mantenere in frigorifero.

MOUSSE AL CIOCCOLATO FONDENTE
Ingredienti
50 gr di latte intero
20 gr di panna fresca
20 gr di tuorlo d'uovo
30 gr di zucchero
5 gr di amido di riso
2 gr di gelatina in fogli
80 gr di cioccolato fondente al 100%
180 gr di panna montata
20 gr di zucchero

Preparazione
Portare latte e panna alla temperatura di 80° . Mescolare tuorli e zucchero con l'amido di riso e incorporare latte e panna caldi. Rimettere sul fuoco fino ad ottenere una crema liscia e omogenea. Incorporare la gelatina sciolta a bagnomaria precedentemente ammollata in acqua fredda e, infine, il cioccolato fondente tagliato in piccoli pezzi, continuare a lavorare energicamente per ottenere un composto omogeneo. Abbattere la crema al cioccolato portandola a 30°. Montare la panna con lo zucchero fino ad ottenere una consistenza leggermente sostenuta e lucida e incorporarla delicatamente al composto di cioccolato. Utilizzare un anello di circa 16/18, foderarto con una striscia di acetato, riempire ad un'altezza di 4 cm e mettere in congelatore per circa 4 ore.

PANNA COTTA AL CIOCCOLATO BIANCO
Ingredienti
500 gr di panna fresca
500 gr di latte intero
2 baccelli di vaniglia
200 gr di cioccolato bianco
40 gr di preparato in polvere per budino alla vaniglia preferibilmente bio per evitare conservanti e utilizzo di vaniglia chimica (sostituisce la gelatina e lo zucchero).

Spezzettare finemente il cioccolato con l'aiuto di un coltello. Mettere in una casseruola la panna e il latte con i baccelli di vaniglia divisi in due. Scaldare a fuoco dolce mescolando per circa 5 minuti. Incorporare il preparato in polvere per budino aiutandosi con una frusta. Mescolare fino ad ebollizione e poi togliere dal fuoco. Togliere i baccelli di vaniglia, togliere i semi e metterli nella panna. Aggiungere il cioccolato e mescolare con un cucchiaio di legno fino a quando sarà completamente sciolto. Lasciar raffreddare.

MONTAGGIO DEL DOLCE
Togliere dal frigorifero l'anello contenente il pralinato e posizionare al centro il disco di mousse al cioccolato fondente tenuto in congelatore. Utilizzando una sac a poche riempire completamente con la panna cotta fino ad ottenere un'altezza della torta di circa 7/8 cm totali. Abbattere a - 18°C per facilitare il taglio della fetta e una volta porzionata servire a temperatura di 2/3 °C.

venerdì 22 luglio 2011

UNA GRANDE PIZZERIA: IL DU DE COPE






Non è mia consuetudine scrivere di locali che frequento ma ci sono alcune occasioni in cui non ne posso proprio fare a meno: succede quando non ho soltanto la soddisfazione di aver mangiato bene...c'è qualcosa in più...è quando l'ambiente, il personale, l'atmosfera e, ovviamente il cibo, sono elementi che si fondono e ti fanno desiderare, già nel momento di pagare il conto, di tornarci al più presto.


Non molto tempo fa io e mio marito ci siamo domandati perchè nella nostra città nessuno sia mai arrivato all'idea di aprire una pizzeria con pizza napoletana, quella che, secondo il mio parere, è l'unica vera pizza.
La cottura deve avvenire nel forno a legna, il bordo deve essere un po' "cicciottello", la pasta buonissima, digeribile, morbida al punto giusto, gli ingredienti eccellenti....sembra che Perbellini ci abbia sentiti: nasce il "Du de Cope".
Beh...non è proprio sotto casa, io abito a Mantova, la pizzeria è a Villafranca ma in fondo sono solo una quindicina di km e, d'ora in poi, quando si dirà "andiamo a mangiare la pizza" di certo si potrà andare solo lì.





























L'ambiente è piccolo e curato nei dettagli, il personale non è solo estremamente simpatico ma ci sa proprio fare e il responsabile di sala, Luca, dà di certo al locale un tocco di classe che non è da sottovalutare.
E' bastato qualche mese nella città partenopea per carpirne i segreti, richiedere l'aiuto di mani esperte per la costruzione del forno e poi...provare e riprovare ancora persino cambiando il tipo di legna da utilizzare, sperimentazioni che continuano ancor oggi per ottenere un prodotto che sarà, se possibile, ancora migliore. E gli ingredienti? Le acciughe sono quelle di Cetara, i pomodori confit sono gustosissimi, la burrata, la stracciatella e la bufala hanno una marcia in più...





















Non voglio dilungarmi molto, non ho neppure intenzione di elencarvi le meravigliose pizze che troverete in menù (ognuna meriterebbe di essere decantata con attenzione e amorevole impegno), nè i golosi dolci che questo menù chiudono nel modo migliore (sottolineo soltanto la mitica millefoglie alla crema "strachin" che chi conosce Perbellini forse ha già avuto modo di apprezzare) ma spero di aver fatto nascere in voi un po' di curiosità, fateci un giretto e poi mi saprete dire: sono certa che, già a fine cena, anche in voi ci sarà il desiderio di ritornarci presto.



lunedì 13 giugno 2011

TORTA ALLA CREMA DI MASCARPONE E CAFFE'

Torta alla crema di mascarpone e caffè

In attesa che arrivi il momento di preparare la valigia per il mare (anche se, affacciandomi alla finestra, mi sto chiedendo se ho confuso le stagioni!!!!) vi lascio una ricetta tratta da una vecchia guida dell'Accademia dei Maestri Pasticceri Italiani. Lui è Maurizio Busi di Ferrara ed lei una golosissima torta che invoglia il bis.

Dose per 2 torte di cm 18 di diametro

PAN DI SPAGNA E ARROTOLATO

Ingredienti
100 gr di tuorli d'uovo (circa 5)
200 gr di uova intere (circa 4)
200 gr di zucchero
90 gr di farina 00
60 gr fecola
50 gr burro fuso

Montare uova, tuorli e zucchero formando una schiuma stabile e densa. Setacciare farina e fecola. Ad una una piccola parte di massa montata, aggiungere il burro fuso, un cucchiaio di farina e mescolare energicamente con un frustino. Questa operazione evita, in parte, la perdita di volume della massa nell'incorporamento totale.
Mettere questo piccolo composto nella prima fase di amalgama e aggiungere a pioggia farina e fecola setacciate. Questa operazione deve essere fatta nel minor tempo possibile, senza maltrattare la massa.
Cuocere in stampi imburrati e infarinati a 180-190°C per 22 minuti mettendo con forno in fessura cioè mettendo uno spessore (forchetta) nella porta del forno.

DECORO PER ARROTOLATO

Ingredienti
40 gr di tuorli (circa 2)
10 gr di zucchero
10 gr di burro fuso
5 gr di cacao in polvere

Mescolare con energia questo composto e stenderne uno strato sottile su un foglio di carta da forno; disegnare con le dita delle onde su tutta la superficie. Stendere il pan di spagna, sopra a queste onde, portandolo ad uno spessore di 5 mm. Mettere in forno a 230°C per 4 minuti e poi togliere immediatamente l'arrotolato dalla teglia per bloccarne la cottura. Staccare immediatamente la carta dall'arrotolato e rimarrà il disegno come in foto.

CREMA AL MASCARPONE

Ingredienti
150 gr zucchero
50 gr di acqua
100 gr di tuorli (circa 5)
1 baccello di vaniglia
500 gr di panna fresca
250 gr di mascarpone

Cuocere zucchero e acqua a 120°c, versare sui tuorli mentre montano in planetaria (o con un frullino). Incorporare la vaniglia e lavorare la massa fino a raffreddamento. Montare leggermente la panna e mascarpone uniti. Formare una crema amalgamando i composti.

MONTAGGIO DEL DOLCE

In un anello per torte da pasticceria mettere una striscia alta 3 cm come giro torta di arrotolato decorato, sul fondo un disco di pan di spagna spesso 1 cm da inzuppare con caffè espresso zuccherato. Formare uno strato di circa 2 cm di crema al mascarpone, mettere un altro disco di pan di spagna inzuppato al caffè e completare con crema al mascarpone. Congelare per stabilizzare le creme, estrarre il dessert dall'anello scaldandolo con il palmo della mano. Decorare a piacere.

martedì 24 maggio 2011

I QUADRELLI DI MORTADELLA DI ILIO BERSELLI

Quadrelli di mortadella

Ho rallentato molto in questo periodo, direi che sono praticamente assente in cucina e per la fotografia. I motivi sono tanti ma da buon orso quale sono non son qui per raccontarli. Non so neppure se questo sarà l'ultimo post prima di chiudere per ferie....c'è già un caldo tale da farmi credere di essere a Luglio, mese in cui si chiude e si parte per la mia tanto amata Sardegna. Comunque sia e su richiesta di chi ha avuto la fortuna di assaggiarli (..e siete in tanti visto che li ho preparati in diverse occasioni!) vi faccio conoscere i quadrelli di mortadella che tanto successo hanno ottenuto al corso col grande Ilio Berselli e non solo lì.
Il tutto nasce dalla pasta Jolly, ne avevo parlato qui e mi raccomando di provarla con le variazioni che meglio vi si addicono perchè la pasta jolly può essere un panzerotto ripieno con melanzane e pomodoro e poi cotto al forno o fritto, può essere un dolce se formo una ciambella, la friggo e la passo nello zucchero semolato, una pasta salata se ad ogni 500 gr di pasta aggiungo 70 gr di grana grattugiato, formo la ciambellina e lascio lievitare prima di friggere e poi servire cosparsa di sale oppure prima di cuocere 20 minuti in forno a 80° dopo una bella spolverata di grana in attesa dell'ultima lievitazione ma... spazio alla fantasia perchè gli utilizzi sono davvero tanti....

Pasta Jolly per 2 kg di prodotto

30 gr di zucchero semolato
25 gr di sale fino
100 gr di strutto
150 gr di burro
2 uova
20 gr di miele
200 gr di farina manitoba
900 gr di farina 00
50 gr di lievito di birra
500 gr di latte tiepido

sciogliere il lievito di birra in 120 gr di latte appena tiepido (occhio che non sia troppo caldo per non far morire il lievito) e impastare con i 200 gr di manitoba. Far lievitare fino al raddoppio del volume in una ciotola coperta da pellicola.
Sul tagliere fare una fontana con la farina 00, e all'interno mettere tutti gli altri ingredienti: sale, zucchero, uova, miele, strutto e burro morbidi, aggiungere il restante latte tiepido (380 gr) e man mano la farina. Lavorare l'impasto che dovrà essere molto morbido, aggiungere il lievitino e continuare ad impastare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Naturalmente l'operazione è facilitata dall'utilizzo dell'impastatrice.
Mettere in un recipiente unto d'olio, coperto con pellicola, fino al raddoppio del volume. A lievitazione avvenuta formare. (Per comodità, dopo aver messo l'impasto nel recipiente unto d'olio, posso mettere il tutto in frigorifero la sera per l'utilizzo al mattino seguente).

Per i quadrelli ho utilizzato 1 kg di pasta jolli dimezzando quindi le dosi indicate sopra.

1 kg di pasta jolli
300 gr di mortadella a cubettini molto piccoli
100 gr di grana grattugiato

Stendere la pasta giolly sul tavolo leggermente infarinato, formando un rettangolo piuttosto sottile (circa mezzo cm di spessore), cospargere di mordadella e poi di grana sui 2/3 della pasta e dare una piega a 3 (come per la pasta sfoglia). Stendere con il mattarello sempre ad uno spessore di circa mezzo cm, poi con un tagliapizza tagliare dei quadrati di circa 2 cm di lato, pennellare di latte e mettere a lievitare per circa 20/30 minuti. Cuocere in forno ventilato a 200° per circa 10/15 minuti.
Con questa dose non ricordo esattamente quanti quadrelli si ottendono....forse una quarantina o giù di lì, sicuramente diverse leccarde per diverse infornate.